Anticipi dal fondo pensione o sul TFR per necessità

  
  
Anticipi dal fondo pensione o sul TFR

Anticipi dal fondo pensione o sul TFR

  
  

ANTICIPI DAL FONDO PENSIONI O SUL TFR IN CASO DI PARTICOLARI NECESSITA’: SPESE MEDICHE , ACQUISTO O MANUTENZIONE PRIMA CASA .

Il fondo pensione può essere di appoggio non solo al momento del raggiungimento della pensione, ma in determinati casi di serie necessità, è possibile richiedere un suo aiuto da parte degli iscritti anche nella fase di accumulo, prima cioè del conseguimento del diritto alla rendita pensionistica. In particolari situazioni , infatti possono essere richiesti anticipi su quanto maturato.

Vediamo quali sono le motivazioni per cui è possibile richiedere l’anticipo sul fondo pensione:

Spese mediche: si può richiedere un anticipo per far fronte a spese sanitarie sostenute a seguito di gravi malattie dell’iscritto al fondo, al coniuge o ai figli. L’anticipo può anche essere richiesto a copertura di spese accessorie sempre connesse agli interventi o alle terapie oppure per le spese sostenute dai familiari per l’assistenza all’iscritto.

Questo anticipo può essere richiesto in qualsiasi momento, poiché non è previsto nessun requisito di anzianità contributivo maturato.

La somma che è possibile ottenere è pari al 75% della posizione individuale maturata.

La ritenuta d’imposta applicata, al netto dei redditi già assoggettati a tassazione, va dal 15 al 9% a seconda dell’anzianità contributiva maturata dal lavoratore alla data della richiesta .

Prima casa:  un altra motivazione per cui è previsto che si possa richiedere l’anticipo è l’acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli oppure per la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.

In questi casi però occorre aver maturato almeno 8 anni di contribuzione, mentre l’importo erogato, come per le spese sanitarie, è pari al massimo al 75% del totale della prestazione individuale maturata.

La ritenuta d’imposta applicata, al netto dei redditi già assoggettati a tassazione, è pari al 23%.

Altre esigenze dell’iscritto: l’anticipazione è possibile che venga richiesta anche per ulteriori esigenze dell’iscritto, senza finalità specifiche. I vincoli previsti sono che l’iscritto abbia maturato almeno 8 anni di contribuzione e che l’importo richiesto non superi il 30% della posizione maturata.

La ritenuta d’imposta applicata, al netto dei redditi già assoggettati a tassazione, è pari al 23%.

 

Al fine della verifica degli anni di contribuzione, sono considerati utili tutti i periodi di iscrizione alle forme pensionistiche complementari maturate dal lavoratore. L’iscritto non deve aver mai riscattato interamente il capitale accantonato, infatti gli anticipi possono essere richiesti più volte nel corso dell’attività lavorativa, senza mai però superare il 75% della posizione maturata.

La posizione maturata da considerare è quella data dalla somma dei contributi versati dal datore di lavoro, dal dipendente, il TFR.

Le quote ottenute come anticipo possono essere reintegrate , ed è molto importante che lo si faccia, poiché che al momento di andare in pensione si rischierebbe di non aver un adeguato reddito complessivo.

 

Tutto ciò è concesso ai lavoratori anche nei confronti del TFR, nel caso non sia destinato ai fondi pensione , ma lasciato in azienda. L’importo erogabile però è minore, infatti al massimo arriva al 70% della prestazione maturata.

  
  
  

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